La paradontite è la malattia acuta
del parodonto,
provocata dalla placca (da qui l’importanza del controllo di placca).
La parodontite provoca tasche prima marginali e poi profonde ossee.
E'
la versione acuta della paradentosi ed è accompagnata da dolore,
sanguinamento, gonfiore e arrossamento delle gengive (tutti segni
dell’infiammazione acuta).
bocche trascurate
Una delle parti più in vista del viso sono sicuramente le labbra e,
a meno di non tenerle chiuse tutto il giorno, i denti. la "personalità"
dei 32 "inquilini" della bocca, le malattie che possono colpirli,
nonché i metodi di prevenzione e di cura oggi disponibili.
E gli
italiani in campo dell'igiene dentale non sono certo al primo posto.
Ancora oggi, infatti, la carie continua a colpire moltissimi giovani e
sono milioni (circa 8 fino a pochi anni fa) i soggetti che soffrono di
parodontopatie più o meno gravi (per parodontopatie si intendono tutti
i disturbi riguardanti il parodonto, cioè i tessuti che circondano il
dente – in primo luogo le gengive).
Al contrario, nei Paesi nordici
(prima fra tutti la Danimarca) si è arrivati persino a chiudere le
facoltà di odontoiatria per mancanza di denti da curare! Senza rifare
la storia naturale della carie vale la pena di affrontare due tra gli
aspetti "emergenti" della cura del dente.
Un problema rosa… gengiva
Le
parodontopatie, riguardano soprattutto i disturbi alle gengive. In
particolare, sono molto diffuse le gengiviti,
cioè infiammazioni locali
delle gengive che circondano i denti.
Quando sono sane, le gengive
presentano un colorito roseo e non sanguinano durante lo spazzolamento
e l'uso del filo interdentale. La causa del problema è la placca
batterica, una sostanza che ricopre i denti composta da colonie
batteriche (in particolare streptococchi) incorporate in una matrice
gelatinosa di natura polisaccaridica, come una pellicola tenace.
Il
prolungato contatto della placca batterica con le gengive porta
all'infiammazione di queste ultime, che iniziano a sanguinare anche al
semplice contatto con lo spazzolino. Con il tempo, la mancata rimozione
della placca fa sì che la stessa si calcifichi, sino a diventare
tartaro, irritando sempre di più la gengiva.
I fattori che favoriscono
lo sviluppo della placca batterica sono una scorretta igiene orale,
l'errata posizione dei denti e un'alimentazione eccessivamente ricca di
zuccheri.
Altro problema, non certo da poco, è la retrazione della
gengiva, cioè quando il tessuto tende a ritirarsi,
lasciando scoperta
la base del dente. Le conseguenze sono una sua maggiore sensibilità e,
ovviamente, il danno estetico.
A questo fenomeno non è estraneo uno
spazzolamento eccessivo, che non solo traumatizza la gengiva, ma può
anche portare alla corrosione della smalto e alla formazione delle
cosiddette carie del colletto.
Le gengiviti, con o senza retrazione
della gengiva, a lungo andare, se non curate, possono portare alla
piorrea,
cioè uno stato di grave d'infiammazione gengivale, con seria
compromissione della struttura gengiva-colletto (la parte della gengiva
aderente alla base dello smalto dentale), con possibile interessamento
dell'osso alveolare. Questo, nei casi più gravi, può portare alla
crescente mobilità dei denti, sino alla loro caduta.