La Dr.ssa Olga La Spesa Martinengo, specializzata in conservativa, endodonzia, chirurgia estrattiva e implantare, approfondisce il tema degli impianti dentali e ponti.
- Corona dentale su impianto
- Carico immediato o differito: cosa cambia
- Protesi avvitata o cementata
- Quale materiale per la corona dentale?
- Quando servono i ponti dentali
- Come prendersi cura della corona dentale
- Conclusioni
- Le risposte ad ogni dubbio
Quando un paziente entra in studio con il timore di aver perso un dente, la prima cosa che faccio è rassicurarlo: la tecnologia implantare di oggi ci permette di ricostruire il suo sorriso in modo naturale, stabile e duraturo. La corona dentale su impianto – quella che molti chiamano capsula – è spesso la protagonista di questo percorso di rinascita.
Cos’è la corona dentale su impianto
Si tratta di una protesi fissa che va a sostituire un dente mancante, ripristinando tanto l’estetica quanto la funzionalità masticatoria. Dietro questo piccolo capolavoro c’è un lavoro di squadra tra tre elementi fondamentali, ognuno con un ruolo preciso per ricreare, tutti insieme, la sensazione di avere un dente naturale.
L’impianto è una vite in titanio biocompatibile che inserisco nell’osso mascellare o mandibolare. Una volta posizionato, l’osso lo accoglie integrandolo progressivamente: questo processo, chiamato osteointegrazione, è ciò che trasforma l’impianto in una radice artificiale stabile e affidabile.
Sul nuovo “radice” viene poi avvitato il moncone, una sorta di piccolo supporto metallico che ricorda un dente limato. È lui a fare da base per la corona, che sarà poi la parte visibile quando il paziente sorride.
La corona è il dente vero e proprio: lo realizziamo su misura, scegliendo forma, colore e materiali in base alle esigenze del paziente. Può essere avvitata o cementata al moncone, e può essere realizzata in metallo ceramica, zirconia o ceramica integrale. Ognuna di queste soluzioni ha caratteristiche specifiche: dalla resistenza alla traslucenza, dall’estetica al comportamento sotto carico masticatorio.

Carico immediato o differito: cosa cambia
Uno dei momenti più delicati del percorso implantare riguarda la tempistica di applicazione della corona. Possiamo procedere con un carico immediato, cioè applicando subito un dente provvisorio fisso sull’impianto, oppure optare per un carico differito, aspettando il completamento dell’osteointegrazione.
Il carico immediato è particolarmente utilizzato nei settori anteriori, perché permette al paziente di tornare subito a sorridere. Nei primi 2-3 mesi, però, chiedo sempre massima attenzione: niente cibi duri, zero azzardi. La fase di guarigione è cruciale e la collaborazione del paziente fa davvero la differenza.
Il carico differito, invece, segue i tempi fisiologici dell’osso: circa 3-4 mesi per l’arcata inferiore – più densa – e 5-6 mesi per quella superiore, dove l’osso è più morbido.
Protesi avvitata o cementata
A volte moncone e corona vengono realizzati come un unico blocco, e in questo caso parliamo di protesi avvitata. Altre volte vengono preparati separatamente e uniti direttamente in studio tramite cemento dentale. Entrambe le soluzioni sono valide: la scelta dipende dal tipo di impianto, dalla posizione e dall’anatomia del paziente.
Scegliere il materiale giusto: metallo ceramica, zirconia, ceramica integrale
Le corone in metallo ceramica hanno un’anima interna di metallo ricoperta da ceramica con un’ottima capacità di assorbire i carichi forti anche se, nel tempo, possono mostrare una leggera ombra grigia vicino alla gengiva.
La zirconia è più moderna, estremamente resistente, perfetta per i denti posteriori, anche se meno traslucida. La ceramica integrale, invece, è la regina dell’estetica: ha una fedeltà cromatica naturale e luminosa. La scelgo spesso nei settori anteriori, dove ogni dettaglio del sorriso conta.
Quando servono i ponti dentali su impianti
Quando mancano tre denti consecutivi, la soluzione ideale è spesso un ponte a tre elementi su due impianti. In questo scenario, gli impianti funzionano come veri e propri “pilastri” che sorreggono una struttura unica composta da tre corone collegate tra loro.
Questa configurazione permette di distribuire in modo super equilibrato le forze masticatorie, riducendo il carico su ogni impianto e garantendo performance stabili nel tempo. Inoltre, rispetto alle soluzioni tradizionali, un ponte su impianti evita di toccare o limare i denti naturali vicini – un plus enorme in ottica di preservazione della salute orale.
Il risultato? Una soluzione stabile, duratura, altamente estetica e con un comfort masticatorio che si avvicina tantissimo ai denti naturali. Perfetta per chi vuole tornare a sorridere e mangiare senza compromessi.

La salute dell’impianto
Anche se la corona non può cariarsi, l’impianto può ammalarsi. È vulnerabile alla perimplantite, un’infezione dei tessuti che può portare alla perdita dell’osso e, nei casi più avanzati, dello stesso impianto.
Per questo ricordo sempre ai miei pazienti che l’igiene domiciliare accurata e le sedute professionali dall’igienista sono parte integrante della vita dell’impianto.
La perimplantite può manifestarsi con sanguinamento, gonfiore e, nelle fasi più severe, dolore, pus e mobilità dell’impianto. Intervenire precocemente è fondamentale per preservare la stabilità del trattamento.
Considerazioni
Ogni volta che accompagno un paziente in un percorso implantare, mi sorprende sempre quanto un singolo dente possa influire sulla sicurezza, sulla masticazione e persino sulla qualità della vita. Le riabilitazioni su impianti – che si tratti di una corona singola o di un ponte – rappresentano oggi una delle soluzioni più affidabili e stabili per tornare a sorridere. Naturalmente, ogni caso è unico. Per questo una valutazione specialistica resta il punto di partenza imprescindibile: solo attraverso una visita approfondita, un’analisi dell’osso, delle gengive e della masticazione possiamo definire la soluzione più efficace.
Domande & Risposte su corone e ponti dentali
- Com’è fatta la corona dentale e di cosa?
Una corona dentale è una protesi fissa che sostituisce la parte visibile di un dente. Viene realizzata su misura e può essere in metalloceramica, zirconia o ceramica integrale. Ogni materiale ha un comportamento diverso in termini di estetica, resistenza e traslucenza, e la scelta dipende dalla posizione del dente e dalle esigenze del paziente. - Quanto costa mettere una corona sul dente?
Il costo varia in base al materiale scelto, alla tecnica utilizzata e alla complessità del caso clinico. Un preventivo preciso può essere definito solo dopo una visita e una valutazione personalizzata, chiedi informazioni qui. - Quanto tempo durano le corone dentali?
Una corona ben realizzata e mantenuta può durare anche 10–15 anni, e spesso molto di più. L’igiene orale quotidiana e i controlli periodici dal dentista sono fattori chiave per garantirne la longevità. - Quali sono gli svantaggi dei ponti dentali?
I ponti tradizionali richiedono la limatura dei denti vicini per essere ancorati, e questo rappresenta il principale svantaggio. Inoltre, se uno dei denti di supporto si danneggia, l’intera struttura può essere compromessa. I ponti su impianti superano molti di questi limiti, perché evitano di toccare i denti naturali. - Cosa mettere al posto di un ponte dentale?
L’alternativa più comune è l’impianto dentale singolo, che sostituisce il dente mancante senza coinvolgere quelli adiacenti. In caso di più denti mancanti, si può valutare una riabilitazione su impianti o, in alcune situazioni specifiche, una protesi rimovibile. - Quanti tipi di ponti dentali esistono?
I ponti possono essere tradizionali (ancorati ai denti naturali vicini), su impianti (supportati da due o più impianti), oppure adesivi. La scelta dipende da numero e posizione dei denti mancanti e dalla qualità dell’osso. - Che differenza c’è tra un ponte e un impianto?
Un impianto sostituisce un singolo dente attraverso una radice artificiale inserita nell’osso, su cui viene applicata una corona. Un ponte, invece, sostituisce uno o più denti appoggiandosi ai denti vicini o agli impianti. L’impianto è una soluzione più conservativa perché non coinvolge i denti sani; il ponte è utile quando mancano più elementi consecutivi o quando l’osso non permette subito l’inserimento di un impianto.

