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Piorrea e Parodontite: una guida completa per capire, prevenire e curare

Nel nostro studio dentistico di Cesano Maderno vediamo spesso pazienti che arrivano con una domanda molto precisa: “Ho la piorrea?”. È un termine ancora molto diffuso nel linguaggio comune, ma oggi in odontoiatria si utilizza un altro nome per indicare questa condizione: parodontite.

Comprendere cosa sono piorrea e parodontite, quali sintomi provocano e quali trattamenti possono controllarle è fondamentale per preservare la salute dei denti nel tempo. In questa guida redatta con il contributo della Dr.ssa La Spesa Martinengo Olga, spieghiamo in modo semplice cosa succede quando i tessuti che sostengono i denti si infiammano e perché intervenire precocemente può fare la differenza.

La parodontite è una malattia infiammatoria cronica che colpisce i tessuti di sostegno del dente. Quando non viene trattata può compromettere la stabilità dentale e, nei casi più avanzati, portare alla perdita dei denti. Il problema non riguarda solo le gengive ma anche le strutture profonde che mantengono il dente ancorato all’osso. Quando questi tessuti si danneggiano, il supporto del dente si riduce progressivamente.

Il termine piorrea deriva dal greco pyon, pus, e rhein, scorrere, e indica la fuoriuscita di pus dalle gengive. In odontoiatria questo termine è oggi considerato improprio e obsoleto, anche se continua a essere molto utilizzato nel linguaggio comune.

Il termine scientifico corretto è parodontite, ovvero una malattia infiammatoria cronica che distrugge progressivamente i tessuti di supporto del dente.

Questi tessuti costituiscono il parodonto e comprendono: gengiva; legamento parodontale; cemento radicolare; osso alveolare.

Il loro compito è ancorare il dente all’osso, distribuire le forze della masticazione e proteggere l’organismo dall’invasione batterica. Quando il parodonto è sano le gengive appaiono rosee, compatte e non sanguinano. Quando invece si sviluppa una malattia parodontale possono comparire tasche gengivali, recessioni, mobilità dentale e perdita progressiva del supporto osseo.

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Sì, ma con una precisazione importante. La parola piorrea descrive un sintomo che compare nelle fasi avanzate della malattia, cioè la presenza di pus nelle gengive. La parodontite invece è il termine clinico corretto che indica l’intero processo infiammatorio che colpisce gengive, legamento parodontale e osso alveolare. Per questo oggi i dentisti parlano di parodontite o malattia parodontale.

Negli ultimi decenni la comprensione della parodontite è cambiata molto grazie alla ricerca scientifica e alle nuove tecniche diagnostiche. Oggi sappiamo che si tratta di una patologia complessa con origine multifattoriale. L’accumulo di placca batterica dovuto a un’igiene orale non adeguata rappresenta la causa principale, ma esistono altri fattori che possono favorire lo sviluppo della malattia. Tra i più importanti:
– fumo
– diabete
– predisposizione genetica
– stress
– cambiamenti ormonali

Questi fattori contribuiscono a danneggiare il tessuto gengivale e l’osso di supporto dei denti.

I primi segnali della malattia parodontale vengono spesso sottovalutati. Molti pazienti pensano che il sanguinamento gengivale sia normale o dovuto allo spazzolamento troppo energico. In realtà questi sintomi possono indicare un’infiammazione gengivale che, se non trattata, può evolvere verso la parodontite.

I segnali che devono far sospettare una malattia parodontale sono diversi e possono presentarsi con intensità variabile. I sintomi più comuni sono:
– arrossamento delle gengive
– sanguinamento durante lo spazzolamento o spontaneo
– alitosi persistente
– retrazione gengivale
– mobilità dei denti

Quando compaiono questi sintomi è consigliabile eseguire una visita odontoiatrica di controllo per valutare lo stato di salute dei tessuti gengivali.

La parodontite non compare improvvisamente ma evolve nel tempo. La malattia può essere classificata in diversi stadi in base alla gravità del danno ai tessuti di supporto del dente:

Stadio I: parodontite iniziale
Stadio II: parodontite moderata
Stadio III: parodontite grave con possibile perdita dentale
Stadio IV: parodontite molto grave con perdita di gran parte della dentizione

A questi stadi si affianca anche una classificazione basata sulla velocità di progressione della malattia:

Grado A: progressione lenta
Grado B: progressione moderata
Grado C: progressione rapida

Maggiore è la perdita di osso e gengiva, minore sarà il sostegno del dente e maggiore la mobilità dentale.

Quando la parodontite progredisce, l’osso che sostiene il dente viene progressivamente riassorbito. Questo porta alla formazione di tasche parodontali, alla retrazione gengivale e alla perdita di stabilità del dente. Se la malattia non viene trattata il dente può diventare sempre più mobile fino a essere perso.

Non esiste una tempistica uguale per tutti. La progressione della malattia dipende da diversi fattori, tra cui:
– gravità della parodontite
– qualità dell’igiene orale
– predisposizione individuale
– presenza di fattori di rischio come il fumo o il diabete

Con una diagnosi precoce e trattamenti adeguati è possibile rallentare o bloccare la progressione della malattia.

Anche se la parodontite è una malattia cronica, oggi esistono trattamenti efficaci che permettono di controllarla e stabilizzarla nel tempo. L’obiettivo della terapia è eliminare l’infezione batterica e preservare il più possibile i tessuti di supporto del dente.

Se diagnosticata nelle fasi iniziali la malattia gengivale può essere controllata efficacemente. La gengivite, che rappresenta la fase iniziale, è reversibile e può migliorare con una corretta igiene orale professionale e domiciliare.

Quando la malattia ha già provocato perdita di osso, il danno non è sempre reversibile. Tuttavia, attraverso trattamenti adeguati è possibile bloccare la progressione della malattia e mantenere i denti stabili nel tempo.

Il trattamento dipende dalla gravità della situazione clinica. Tra le terapie più utilizzate troviamo:
– igiene orale professionale (detartrasi)
– levigatura radicolare sottogengivale, chiamata scaling e root planing
– chirurgia parodontale nei casi più avanzati
– trattamenti adiuvati con laser

La frequenza dei controlli e delle sedute di mantenimento viene definita dall’odontoiatra e dall’igienista dentale sulla base della situazione individuale del paziente.

Esistono molte convinzioni errate che portano i pazienti a sottovalutare i problemi gengivali. Ad esempio, non è corretto pensare che il sanguinamento durante lo spazzolamento sia sempre dovuto a una tecnica di pulizia troppo energica. Spesso è invece un segnale di gengivite o di una malattia parodontale in fase iniziale. Allo stesso modo, l’igiene dentale professionale non provoca infiammazione gengivale. Se dopo una seduta compare una reazione infiammatoria significa che era già presente una condizione di gengivite o parodontite che deve essere trattata.

La parodontite non è una malattia contagiosa. I batteri coinvolti sono già presenti nella bocca di ogni persona. Lo sviluppo della malattia dipende soprattutto da fattori individuali come igiene orale, predisposizione genetica e condizioni sistemiche. Per questo motivo la prevenzione e i controlli periodici dal dentista rimangono lo strumento più efficace per mantenere gengive e denti in salute.


FAQ – Le domande più comuni

  • Come si risolve la piorrea?
    La piorrea, oggi definita parodontite, si controlla eliminando l’infezione batterica che colpisce i tessuti di sostegno del dente. Il trattamento prevede una diagnosi accurata, sedute di igiene orale professionale e, nei casi più avanzati, terapie specifiche come la levigatura radicolare sottogengivale o la chirurgia parodontale. Intervenire precocemente permette spesso di stabilizzare la malattia e mantenere i denti nel tempo.
  • Cosa fare per fermare la parodontite?
    Per fermare la parodontite è fondamentale intervenire tempestivamente con una visita odontoiatrica e un piano di trattamento mirato. Le terapie servono a ridurre la carica batterica nelle tasche gengivali e a prevenire la progressione della malattia. A queste si deve affiancare una corretta igiene orale domiciliare e controlli periodici dal dentista per mantenere stabile la salute gengivale.
  • Come si cura la piorrea?
    La cura della piorrea dipende dallo stadio della malattia. Nelle fasi iniziali può essere sufficiente una seduta di igiene professionale associata a una migliore igiene orale quotidiana. Quando la parodontite è più avanzata possono essere necessari trattamenti più approfonditi come lo scaling e root planing, che pulisce le superfici radicolari sotto la gengiva, oppure interventi di chirurgia parodontale. La terapia viene sempre personalizzata in base alla situazione del paziente.
  • Piorrea: può portare alla morte?
    La piorrea non è una malattia mortale in senso diretto, ma una parodontite non trattata può avere effetti importanti sulla salute generale. Diversi studi hanno evidenziato un collegamento tra malattia parodontale e patologie sistemiche come diabete, malattie cardiovascolari e alcune malattie respiratorie. Per questo motivo è importante non trascurare i sintomi gengivali e sottoporsi a controlli periodici dal dentista.
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