Dental Time

Dente da Devitalizzare? Sintomi, dolore e quando è necessaria

L’articolo è a cura della Dottoressa Valeria Villa, Direttore Sanitario e componente dello staff Dental Time, che mette a disposizione la propria esperienza clinica per spiegare in modo chiaro quando è necessaria la devitalizzazione, quali sintomi non sottovalutare e come affrontare il trattamento con consapevolezza.

Quando compare un dolore intenso a un dente, spesso improvviso e difficile da ignorare, la preoccupazione è immediata. Si teme di doverlo perdere, di affrontare una cura lunga o dolorosa, o semplicemente di non capire cosa stia succedendo. In molti casi, però, esiste un trattamento che permette di eliminare il dolore e salvare il dente naturale: la devitalizzazione.

Dental Time Dentista Cesano Maderno Brianza Devitalizzazione

Con il termine devitalizzazione si indicano tutti i trattamenti eseguiti nella parte più profonda del dente, cioè nella camera pulpare e nelle radici. È qui che si trova la polpa dentaria, un tessuto formato da nervi e vasi sanguigni, comunemente chiamato “nervo”. Quando la polpa si infiamma o si infetta, il dente inizia a dare segnali chiari, spesso sotto forma di dolore.
Questo dolore può presentarsi in modi diversi: può essere spontaneo, accentuarsi con bevande fredde o calde, avere un carattere pulsante o diventare persistente nel tempo. La causa più frequente è la pulpite, un’infiammazione della polpa dentaria. Esistono forme di pulpite reversibile, che provocano fastidi lievi e temporanei, e forme di pulpite irreversibile, caratterizzate da dolore intenso, continuo e pulsante. In quest’ultimo caso la polpa va incontro a necrosi e può svilupparsi un ascesso: è qui che la devitalizzazione diventa necessaria.
Una carie profonda, una malattia gengivale avanzata o un trauma che ha provocato la frattura del dente sono tra le cause più comuni di sofferenza pulpare. L’obiettivo della devitalizzazione è proprio questo: eliminare il dolore e l’infezione, evitando l’estrazione del dente.

La devitalizzazione, detta anche cura canalare o terapia endodontica, è il trattamento che consente di salvare un dente quando la polpa è infiammata o infetta in modo irreversibile. Invece di rimuovere l’elemento dentario, si interviene all’interno del dente, preservandone la struttura.
La procedura consiste nella rimozione della polpa dentaria per tutta la lunghezza delle radici. I canali radicolari vengono accuratamente sagomati, detersi e infine sigillati con materiali specifici, in modo da eliminare i batteri e impedire che possano ricolonizzare lo spazio interno. Se eseguita correttamente, la devitalizzazione ha una percentuale di successo molto elevata e permette di mantenere il dente naturale in modo prevedibile e duraturo.

Per il paziente, la devitalizzazione è un percorso strutturato che inizia sempre con una diagnosi accurata.

  • Attraverso una radiografia endorale e test di vitalità, l’odontoiatra valuta lo stato della polpa e l’estensione dell’infezione.
  • Il trattamento endodontico prevede la rimozione della polpa infiammata o necrotica all’interno del dente e lungo le radici.
  • I canali vengono poi puliti e sagomati con strumenti progettati per lavorare in spazi molto piccoli e complessi, utilizzando lavaggi endocanalari e materiali basati sull’evidenza scientifica.
  • Una volta completata la detersione, i canali vengono otturati in modo permanente con guttaperca e cemento canalare, rendendo lo spazio interno inaccessibile ai batteri.
  • Al termine della cura canalare, il dente deve essere ricostruito. In base a quanto tessuto sano è rimasto e al tipo di danno subito, l’odontoiatra potrà consigliare una semplice otturazione, un intarsio o una corona protesica. Questa fase è fondamentale per proteggere il dente nel tempo e garantirne la funzione masticatoria.

La paura del dolore è uno dei motivi principali per cui molte persone rimandano la devitalizzazione. In realtà, durante il trattamento il dolore è sotto controllo grazie all’anestesia locale, che rende la procedura indolore.

Dopo la terapia può comparire un indolenzimento, più o meno fastidioso a seconda della sensibilità individuale e dello stato di infezione iniziale. Si tratta di un disturbo temporaneo, che in genere dura pochi giorni ed è facilmente controllabile con comuni analgesici.
In casi rari, soprattutto quando le radici sono particolarmente infette, può comparire gonfiore o un ascesso dovuto alla diffusione dei batteri nell’osso circostante. Queste complicanze non compromettono necessariamente il successo della cura, ma è importante segnalarle tempestivamente al dentista, che potrà intervenire con la terapia più adeguata.

Una volta completata la cura canalare e ricostruita correttamente la corona, il dente non rappresenta più una fonte di infezione e può continuare a svolgere le stesse funzioni di un dente sano. In condizioni normali, la percentuale di successo di una devitalizzazione eseguita correttamente è molto elevata.
Le probabilità di successo diminuiscono nei casi di ritrattamento endodontico, cioè quando è necessario ripetere la procedura a causa di un insuccesso precedente, spesso legato a difficoltà anatomiche o a trattamenti incompleti.
Dopo aver risolto il problema su un dente dolorante, è importante sottoporsi a una visita completa per verificare che non vi siano altre fonti di infezione o elementi dentari compromessi. Controlli periodici e sedute regolari di ablazione del tartaro sono strumenti fondamentali per prevenire nuove infezioni e preservare la salute orale nel tempo.

È importante non trascurare i sintomi e non ricorrere all’automedicazione, in particolare agli antibiotici. L’antibiotico non elimina la causa del problema, non sostituisce la devitalizzazione e può favorire resistenze batteriche ed effetti collaterali. Intervenire tempestivamente e in modo mirato è la scelta migliore per proteggere il sorriso e la salute generale.

La devitalizzazione non è un intervento da temere, ma una terapia mirata che permette di risolvere il dolore, eliminare l’infezione e conservare il dente naturale. Riconoscere i sintomi e intervenire tempestivamente è fondamentale per evitare complicazioni e trattamenti più complessi. Affidarsi a una diagnosi accurata e a cure basate su protocolli consolidati consente di affrontare la devitalizzazione con serenità e di mantenere nel tempo la salute del cavo orale.


Dubbi più comuni sulla devitalizzazione (FAQ)

  • Quando è davvero necessario devitalizzare un dente?
    La devitalizzazione è necessaria quando la polpa dentaria è infiammata in modo irreversibile o infetta, causando dolore persistente, pulsante o la formazione di un ascesso.
  • Come si capisce se il dolore indica una pulpite irreversibile?
    Il dolore tende a essere intenso, continuo, spesso pulsante e può peggiorare di notte o con il caldo. In questi casi è fondamentale una valutazione clinica e radiografica.
  • Un dente devitalizzato può fare ancora male?
    Dopo il trattamento può esserci un leggero indolenzimento temporaneo. Un dolore persistente o crescente va invece segnalato al dentista per un controllo.
  • Quanto dura nel tempo un dente devitalizzato?
    Se la cura canalare e la ricostruzione finale sono eseguite correttamente, un dente devitalizzato può durare molti anni e svolgere normalmente la sua funzione.
  • È possibile evitare la devitalizzazione con farmaci o antibiotici?
    No. I farmaci possono alleviare temporaneamente i sintomi, ma non eliminano la causa dell’infezione. Solo la cura canalare risolve definitivamente il problema.
Torna in alto